VISITA AI MONUMENTI



Il Duomo di Sant'Adalberto


Sant'Adalberto

Nell'anno 1997 venne celebrato il Millenario di Sant'Adalberto, Patrono di Cormòns. Fu in tale occasione che ebbero inizio gli importanti lavori di restauro del Duomo, ora completati – insieme anche alla risistemazione urbanistica dell'area circostante, l'antica Centa.

La ricorrenza del Millenario fu anche l'occasione in cui la città di Cormòns ebbe modo di conoscere meglio il suo Patrono, Sant'Adalberto Vescovo Martire, riscoprendo antichi legami storici e spirituali con l'Europa centro-orientale.

Sant'Adalberto fu Vescovo di Praga, e nell'anno 997 subì il martirio per la sua opera di evangelizzazione in Polonia. Per quale ragione venne dunque scelto come Patrono di Cormòns? Sulla straordinaria figura di questo Santo, si può consultare un interessante studio di G. Busilacchio:  Vita di Sant'Adalberto



Storia del Duomo

La prima notizia di una chiesa dedicata a Sant'Adalberto si ha nel 1289, in un contratto stipulato nella "villa di Cormòns davanti alla chiesa di S. Adalberto". Nel 1365 invece si cita un "sedime posto in centa di S. Adalberto".

La costruzione dell’attuale edificio ha inizio nel 1756, abbattendo in parte la vecchia centa ed inglobando nella costruzione la vecchia chiesa che nel frattempo rimase integra per assicurare la continuità delle funzioni religiose.

Dalla precedente parrocchiale venne mantenuto il campanile, la cui copertura a cuspide, rovinata da un fulmine, venne sostituita da una cupola in rame. I lavori terminarono nel 1762, come si deduce dall’anno della prima sepoltura nelle celle sotterranee. La costruzione però richiese ancora parecchi anni e solo nel 1822 la chiesa venne consacrata.




Sant'Adalberto,  Patrono di Cormòns.




Il Duomo di Cormòns,  dedicato a S. Adalberto.





Pianta del Duomo (tratteggiata, la cripta sotterranea)






L'edificio


La facciata è divisa da quattro lesene poste su alti basamenti. Sui semicapitelli ionici si appoggia una leggera cornice, al di sopra della quale si innalza un timpano con occhio esagonale centrale. La facciata venne completata nel 1896, per celebrare i novecento anni del martirio di Sant’Adalberto.

In tale occasione furono realizzati il rosone in ferro battuto e dorato, opera del cormonese Maghet, e le tre statue: della Madonna, al centro, di Sant’Adalberto patrono della parrocchia, a sinistra, e San Filippo Neri patrono del comune di Cormòns, a destra. Sono in marmo di Carrara e furono eseguite dallo scultore Girolamo Fiaschi.

L’interno, tipicamente settecentesco, è a navata unica con sei nicchie per gli altari. Sul presbiterio rialzato spicca per la sua maestosità e bianchezza dei marmi l’altare maggiore.

Di fattura tardo barocca, l'altare maggiore è dominato da un alto ciborio fitto di collanine reggenti un capolino a cipolla decorato da rilievi plastici rappresentanti la Vergine Assunta con glorie di putti. Le statue dei Santi Adalberto , a sinistra, e Giacomo, a destra, completano la monumentalità dell’insieme.

Le decorazioni murali furono terminate nel 1893 e sono opera di Giuseppe Comuzzi di Udine, mentre le pitture del soffitto della navata e del presbiterio sono di Leandro Rigo. Le prime rappresentano il martirio di Sant’Adalberto e la gloria della Madonna; le altre, i quattro Evangelisti.














Pala d'altare di G. Tominz, con i Santi Ermacora e Fortunato






Gli altari


Gli altari laterali sono tutti marmorei e di esecuzione ottocentesca: alla sinistra l’altare del Sacro Cuore del 1891 con una pala moderna realizzata dal cormonese Castellani; l’altare di San Giuseppe, il più interessante, è opera dello scultore Novelli di Gradisca e presenta un finissimo lavoro di marmi intarsiati, la cui mensa e tabernacolo, di fattura barocca della prima metà del Settecento, furono recuperati da una chiesa più antica (probabilmente dal vecchio duomo).

L’interessante pala, raffigurante la Natività risale probabilmente alla prima metà del Settecento. L’eclettismo imperante nell’opera porta a pensare al pittore Franz Lichtenreit, non escludendo però l’Amatorius o il Fischer. Ai lati sono poste due statue di epoca precedente a quella di esecuzione dell’intero insieme. L’altare, impropriamente detto della Trinità, è eseguito in stile impero con marmi bianchi e verdi e risale al 1811. Non è difficile riconoscere la mano di Giuseppe Tomiz nella pregevole pala raffigurante i Santi Ermacora e Fortunato.

Alla destra si trova l’altare di San Filippo Neri, eseguito dall’altarista Angelo de Cecho nel 1803. La pala raffigura San Filippo Neri in gloria, con in primo piano San Valentino e Sant’Antonio Abate. Rivela la stessa mano dell’autore di quella della Trinità e può essere attribuita anch’essa a Giuseppe Tomiz.

L’altare della Madonna della Cintura, eseguito nel 1886, presenta marmi di Carrara, specchi di giallo Verona e verde cipollino Inglese. Le quattro colonne sono in rosso Verzegnis. Aveva una pala dedicata alla Madonna, ora sostituita da una statua lignea. Le statue laterali in lapidario di Carrara sono della stessa epoca e provenienza di quelle dell’altare di San Giuseppe. L’altare dell’immacolata, eseguito nel 1890 per la munificenza dell’allora podestà Osvaldo Nadale, ha una pala raffigurata l’Immacolata, copia dell’omonima opera del Murillo.



La nostra visita ai Monumenti di Cormòns termina qui, almeno per ora.

Successivamente è in programma una visita alle opere d'arte.